La consulenza direzionale... una questione di "contatto umano"
Appare strano questo tipo di approccio, soprattutto da chi da oltre dieci anni predica e razzola di organizzazione, qualità, ecc. ma purtroppo, siamo alle solite... la consulenza in genere esiste solo se c'è, chi ascolta il consulente (o sedicente consulente).
Nella sconfinata giungla del mercato globale e della ricerca del prodotto o idea innovativa, si perde di vista quello che in realtà fa girare tutto il mondo... il contatto umano.
Ebbene si è proprio il contatto umano che fa vincere questa o quell'impresa, null'altro.
Cominciando dall'interno, dai rapporti interfunzionali, sino ad arrivare all'approccio con il cliente durante una vendita e persino proseguendo nel post-vendita con le logiche di customer satisfaction, il punto nevralgico e cruciale è sempre la grande "attrazione" del contatto umano.
La consulenza direzionale senza l'aspetto impegnativo dell'approccio al comportamento, appare solo un insieme di confusione retorica e teorica, propinata a pagamento, ma senza un effettivo arricchimento dell'organizzazione. Il mito del guru che proviene da questa o quella società che ha studiato nelle migliori università è oramai gradatamente scomparso, le aziende o le organizzazioni desiderano raggiungere gli obiettivi, così come qualunque altro cliente nei confronti dei suoi acquisti, migliorandosi e basta e crescendo in modo tangibile (fatturato, soddisfazione del cliente e dei dipendenti, sviluppo clienti, ecc.).
Pensiamo al successo di Iphone ed all'inseguimento dei concorrenti che comunque non riescono a raggiungere nemmeno parzialmente il minimo livello di vendite dell'impareggiabile gadget di Apple. Perchè il fantastico gioiello di casa Apple è diventato uno status symbol, un oggetto edonistico, una tecnologia "essenziale"?
I canali sono sempre gli stessi, i mezzi anche, ma quello che conta è "l'umanità" del prodotto, la sua presentazione, le possibilità di contatto che ha offerto, ma soprattutto i suoi possessori che lo "amano" a dismisura tanto da attivare una crociata per il prodotto contro i "sedicenti" smartphone, che .... non sono un Iphone. Ecco è un esempio lampante del contatto umano che è entrato a far parte di un prodotto, di un marchio, di un modo di essere... mitico Steve Jobbs.
Da quest'esempio occorre ricavare quello che ci serve, il consulente moderno deve in qualche modo, offrire oltre alle sue specifiche competenze accademiche (solo se richieste...), soprattutto quelle competenze "umane" che risultano innate e libere da qualunque conformazione, se non del tutto personali, alle effettive necessità delle organizzazioni.
In effetti è quello che viene chiesto dai nostri clienti, un contatto umano forte con tutta l'organizzazione che consenta di attuare quanto profusamente e diffusamente presente sui testi di riferimento della consulenza, ma che poi nello specifico conta effettivamente riuscire a "implementare".... cosa ben diversa da quanto scritto sui libri!
