Privacy, non nascondiamoci dietro a un dito

Dopo tante news, dopo tante informazioni, dopo tante FAQ, ci accorgiamo che poi sistematicamente arrivano in extremis le soluzioni facili ai problemi complessi. Ma concretamente quello che appare più assurdo è che da un giorno all’altro gli esperti si moltiplicano, tutti sono consulenti, ogni azienda si adegua alla bene e meglio. Un po’ il solito guazzabuglio all’italiana, per essere chiari. Non funziona così. La materia privacy è complessa e delicata, ma non si risolve con un lavoro superficiale e incompleto. Facile poi, quando non si conoscono le vere conseguenze di verifiche ispettive, controlli e quant’altro, anche perchè ancora non c’è stato una vera organizzazione di attività ispettiva, né casi legali di accesso in azienda per tali controlli.

Così in men che non si dica, ogni potenziale consulente diviene esperto e comincia a prendere incarichi di Data Protection Officer (che in italiano è però più inquietante perché si parla di Responsabile della Protezione dei Dati, mica fuffa). Il problema più serio è che la competenza di questo signore non è una cosa da tutti, perchè il regolamento gli affida ben tre esperienze importanti, l’esperienza legislativa in materia di privacy, l’esperienza organizzativa in materia di privacy, l’esperienza tecnico-informatica in materia di privacy. Quindi a ben vedere deve essere un esperto in normativa legale (avvocato?), un esperto in sistemi organizzativi (auditor, sistemista?), un esperto in informatica e cybercrime (informatico?), non uno solo di questi, ma tutto in un solo soggetto… difficile eh? Invece no! noi, con la nostra semplicità italiana, diventiamo DPO con un bel corso ad hoc. Ma il problema, non è questo che ci sta pure, ma che prendiamo gli incarichi di RPD per una manciata di fichi… l’importante è campare.

Questo chiaramente comporta che il mercato si svilisce e le competenze storiche di esperti veri e di consulenti che si applicano all’organizzazione dei sistemi di dati dai lontani anni ’90, si trovano a essere messi da parte per una questione economica, perchè tanto il DPO me lo fa il mio amico.

Mi spiace, ma non funziona così, perchè in seguito, quando i controlli arriveranno e vi assicuro che ci saranno, non sarà così facile risolvere i problemi… anche perchè la responsabilità della nomina e l’evidenza delle motivazioni della scelta del vostro DPO, ricadono sul Titolare del trattamento, non sul vostro consulente qualificato dal corso non previsto dalla norma…

Meditate gente, meditate.

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